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La
“Sicilia felix”.
Nel
lontano 1787, viaggiando in Sicilia e folgorato dalla
sua splendida atmosfera primaverile Johan Wolfang
Goethe (1749 – 1832 ) aveva esclamato: “
soltanto ora capisco claude Lorain e spero di
potere portare con me nel nord una pallida immagine di
questa terra felice“.
E poi
ancora: “ l’Italia senza la Sicilia non è
completa, soltanto qui si trova la chiave di tutto”.
E’ la
“ Sicilia Felix”, la feconda Isola del
Sole, ombelico delle civiltà mediterranee, con una sua
fisionomia unica: un palinsesto di culture, uno
straordinario mosaico di tradizioni, un ricchissimo
repertorio di anime e di volti. Della Sicilia colpisce
sempre la multiforme novizia del suo paesaggio naturale
ed umano. Si può ben dire che la Sicilia è veramente la
stagione più bella dell’anno: essa, cioè , come tale, in
se e per se , è già come une primavera che non finisce
mai
Se
questa è la Sicilia, al suo interno, il Parco dei
Nebrodi, ne è la gemma più preziosa, un condensato di
bellezze naturalistiche, davvero uniche, splendente per
la sua vegetazione, caratterizzata dalla tipica macchia
mediterranea sempreverde, a tal punto che gli Arabi
definirono i Nebrodi “ un isola nell’isola”.
E il
motivo appare chiaro al visitatore che, per la prima
volta, si accinge a scoprire questo territorio
sorprendente: ricchi di boschi suggestivi, ampi e verdi
pascoli d’alta quota, silenziosi laghi e torrenti
fluenti contrastano con l’immagine più comune di una
Sicilia arida e arsa dal sole.
CARATTERISTICHE DEL PARCO
LA FLORA.
Istituito il 4 agosto 1993, il parco dei Nebrodi, con
una superfice di 85687 ettari è gestito dall’Ente Parco
dei Nebrodi, con sede a Caronia (Me) esteso sul
territorio di 25 comuni e 3 province “Catania, Enna e
Messina”, è suddiviso in diverse zone in funzione
dell’altitudine, della temperatura e delle abbondanti
precipitazioni piovose e nevose. Il piano cosiddetto
Mediterraneo, dal livello del mare fino ai 600-800
metri, è caratterizzato dalla macchia mediterranea
sempreverde, dove predominano piante uniche, come
l’Euforbia, il Mirto, il Lentisco, la Ginestra e dove si
riconoscono elementi arborei a foglie strette quali il
corbezzolo, la sughera, il Leccio. Fra l’altro, la
Sughereta, prevalente nel territorio di Caronia, si
presenta allo stato puro; nella maggior parte dei casi,
però, è consociata ad altre specie come il Leccio e la
Roverella, con un fitto sottobosco.
· Superati
gli 800 metri di quota e fino ai 1200- 1400 metri, si
passa al piano sopra mediterraneo, dove sono le querce
caducifoglie e molte specie, come la diffusa Roverella e
la “quercus Gussonei” come pure molto diffuso è il
Cerro, che diventa dominante nelle aree più fresche.
· Oltre
i 1200- 1400 metri di altitudine, nel piano cosiddetto
mediterraneo, si trovano le faggete, splendide
formazioni boschive, che coprono tutto il crinale dei
Nebrodi per più di 10.000 ettari e caratterizzano
ambienti di grande valore naturalistico e paesaggistico.
Alle
quote più elevate il Faggio vive quasi in purezza: sono
presenti solo rari esemplari di Acero Montano, Acero
Campestre e Frassino. Tra le specie del sottobosco,
oltre all’Agrifoglio, al Pungitopo, al Biancospino, e
alla Daphne, si riscontra il Tasso, specie relitta,
molto longeva, che sopravvive in piccole aree
microclimatiche. Particolare menzione meritano, ancora,
le numerose specie vegetali che popolano gli specchi
d’acqua montani ed alcuni corsi d’acqua, molte delle
quali di notevole interesse ecologico.
LA FAUNA.
Un
tempo regno di cerbiatti, cosi come di daini, orsi,
caprioli, i Nebrodi (il cui significato deriva dal
Greco “nebros“, che vuol dire cervidi)
costituiscono ancora la parte della Sicilia più ricca di
fauna, nonostante il progressivo impoverimento
ambientale. Gli ultimi lupi furono abbattuti alla fine
degli anni venti e i Grifoni, che volteggiavano sulle
rocche del Crasto, erano scomparsi agli inizi degli anni
60, a causa di bocconi avvelenati disseminati sul
territorio. Oggi, grazie ad un progetto di
reintroduzione curato dall’Ente Parco, dopo tanto tempo,
questi maestosi rapaci sono tornati a nidificare.
In
virtù della sua alta varietà il Parco dei Nebrodi ospita
comunità faunistiche ricche e complesse: numerosi i
piccoli mammiferi, i rettili e gli anfibi, ingenti le
specie di uccelli nidificanti e di passo, eccezionale il
numero di invertebrati.
Tra i
mammiferi si ricordano l’ Istrice, il Gatto Selvatico,
la Martora e la Volpe Rossa; tra i rettili, la
Testuggine comune e la Testuggine palustre; tra gli
anfibi, il Discoglosso e la Rana verde minore. Sui
Nebrodi, inoltre, sono state classificate circa 150
specie di uccelli tra le quali alcuni endemismi di
grande interesse come la Cincia Bigia di Sicilia e il
Codibugnolo di Sicilia. Le zone aperte ai margini dei
boschi offrono ospitalità a molti rapaci, come la
Poiana, il Gheppio o Falco Tinnuncolo, il Lanario, il
Nibbio Reale e il Falco Pellegrino, mentre le zone
rocciose aspre e fessurate delle rocche del Crasto sono
il regno dell’aquila reale. Il Tuffeto la Folaga, la
Ballerina Gialle, il Merlo Acquaiolo e il Martin
Pescatore preferiscono le zone umide, mentre nelle aree
pascolative non è difficile avvistare la Coturnice di
Sicilia, l’inconfondibile ciuffo erettile dell’ Upupa e
il volo potente del Corvo Imperiale.
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